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Comunità del Cibo e della Biodiversità

Presentazione della Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’Area Sud della Basilicata (Pollino – Lagonegrese) nel 2018: anno del cibo italiano.

Il cibo, oggi.

Il cibo, oggi, gode di molta visibilità; ha un notevole appeal ed un florido mercato. Ha una forte presa sui processi culturali, sociali ed economici. Ne parla e ne racconta diffusamente un’ampia letteratura.

La nascita della Comunità del Cibo e della Biodiversità.

Nell’area Sud della Basilicata, nel Lagonegrese e nel Pollino, in particolare, si sta lavorando da diversi anni per conservare, tutelare, valorizzare e promuovere le biodiversità, l’agricoltura tradizionale, l’agricoltura biologica, i prodotti agroalimentari, i frutti e i semi antichi. E si sta costruendo, insieme ad alcuni “itinerari della biodiversità agricola ed alimentare”, una rete di  “agricoltori custodi”.

In questo contesto la iniziativa della istituzione, ai sensi dell’art.13 della legge 1 dicembre 2015, n. 194, della Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agricolo e alimentaredell’Area Sud della Basilicata (Pollino – Lagonegrese) ha preso il via con l’Accordo sottoscritto, il 26.11.2016, dai soci promotori:

  1. Regione Basilicata – Dipartimento Agricoltura, Sviluppo rurale, Economia Montana,
  2. Alsia – Agenzia di sviluppo e innovazione in agricoltura,
  3. Ente Parco Nazionale del Pollino,
  4. Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, 
  5. Associazione Vavilov,
  6. Gal “Cittadella del Sapere”,
  7. Consorzio di tutela dei fagioli bianchi di Rotonda – D.O.P.,
  8. Consorzio di tutela della melanzana rossa di Rotonda – D.O.P.,
  9. Consorzio di tutela dei peperoni di senise – I.G.P. ,
  10. Associazione per il riconoscimento della farina “carosella” del Pollino,
  11. Istituto Professionale per l’Agricoltura (IPSARS) di Lagonegro,
  12. Istituto Professionale Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale “G. Fortunato” di Potenza – Sede di Sant’Arcangelo,
  13. Istituto Statale di Istruzione Superiore “Giovanni Paolo II” – Indirizzo per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera – Maratea,
  14. Associazione Guide Ufficiali del Parco Nazionale del Pollino,
  15. Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Servizio Regionale Basilicata,
  16. Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) Golfo di Policastro,
  17. E.V.R.A. srl,
  18. Fattoria Didattica Azienda Zootecnica Maria Stellato di Chiaromonte,
  19. Azienda Agrituristica Fattoria Didattica “Il piccolo Mulino” di San Severino Lucano,
  20. BioAgriturismo – Fatoria Didattica “La Garavina” di Terranova di Pollino.

I primi provvedimenti organizzativi della “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare dell’area sud della Basilicata (Pollino-Lagonegrese)”, sono stati assunti il 16.05.2017, nell’Assemblea dei sottoscrittori dell’“Accordo”, nella quale sono state fatte proprie alcune delle attività dell’Azienda “Pollino” dell’Alsia, già in corso, quali quelle sugli “Itinerari della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare del Pollino” e sui “siti di conservazione delle risorse genetiche autoctone a rischio di estinzione”, gestiti dagli “agricoltori custodi” del Pollino e del Lagonegrese.

Successivamente, l’Assemblea, nella seduta del 26.10.2017, si è dotata di un Regolamento interno ed ha costituito il Comitato Operativo e, nella seduta del 14.12.2017, ha approvato il Piano Operativo 2018.

La Giunta Regionale di Basilicata, intanto, il 6 dicembre 2017, con la delibera D.G.R. n. 1327, in ottemperanza alla L. 194/2015, ha preso atto della “istituzione della comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare dell’area Sud della Basilicata”.

In occasione della premiazione degli “agricoltori custodi”, già il 23.11.2017, a Rotonda, presso la sede dell’ALSIA, con riferimento alla istituenda Comunità del Cibo, l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Luca Braia si era espresso, affermando: “la politica deve assumere un atteggiamento più attento e moderno verso l’agricoltura perché la stessa possa produrre economia e reddito agli agricoltori, presupposto fondamentale per scongiurare l’abbandono delle terre e lo spopolamento delle aree rurali, puntando sulla riscoperta di tradizioni, territorio e della relazione vincente tra cibo e salute”. 

Le questioni del cibo, oggi, attraverso il dibattito in corso e il commento di esperti[1]

Il cibo e la biodiversità di interesse agricolo e alimentare sono i protagonisti del futuro.

Le attività, di cui la Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agricolo e alimentaredell’Area Sud della Basilicata (Pollino – Lagonegrese) si prenderà cura di programmare, realizzare e gestire, riguardano in molta parte un’area protetta, il Parco Nazionale del Pollino, dove la “terra”, ricca di biodiversità, è l’opportunità più importante e decisiva per lo sviluppo locale.

Seguendo il dibattito in corso e il commento di esperti del settore si possono porre, infatti, in evidenza questioni, quali:     

  • tutto passa per la tavola. Ormai il cibo è diventato passione e ossessione, fissazione e religione, sfizio e vizio, etica e dietetica;
  • la valorizzazione del percorso “dalla coltura alla tavola”;
  • l’educazione al cibo sano e alla biodiversità;
  • “Il cibo è cultura”, è indispensabile per la sopravvivenza e la salute dell’uomo, ma è anche gusto, emozione, qualità, strumento di relazione umana e di convivialità, espressione delle tradizioni e della cultura di una comunità e di un territorio; mette assieme profumi, colori, sapori;
  • Se il cibo è bello sembra anche più buono. Hanno enorme valore gli odori, il profumo del cibo, le seduzioni visive, lo stare in compagnia. Vi è uno stretto rapporto tra il gusto e gli altri sensi;
  • le aree montane, un tempo vocate all’agricoltura e all’allevamento famigliari organizzati su piccola scala, offrono risorse uniche dal punto di vista culturale e ambientale grazie alla secolare interazione tra uomo e natura che ne ha plasmato i territori, assai diversificati da zona a zona;
  • queste zone marginali sono state segnate dall’inesorabile spopolamento; hanno bisogno, perciò, della promozione e del sostegno di una economia solidale e delle pratiche svolte da imprese agricole e cooperative sociali per favorire l’inclusione;
  • Il cibo e la cucina sono parte importante del “patrimonio nazionale”. Come l’arte e il paesaggio;
  • «Prima la materia. Così “Food” esplora il punto d’incontro tra natura e cucina» è l’articolo di Licia Granello del 19 dicembre 2017 per presentare l’inserto in edicola ogni giovedì con “Repubblica”: una rubrica dedicata alle eccellenze made in Italy e al legame tra chef stellati e artigiani del cibo;
  • noi italiani…in cucina…sulle materie prime non siamo secondi a nessuno;
  • dietro ogni prodotto di terra, di mare, o mediato da una sapienzialità millenaria, ci sono donne e uomini con la loro dedizione infinita;
  • il volano che tutto muove, nella nostra cultura enogastronomica, ha i nomi, le facce e le mani di chi ogni giorno governa gli armenti, sale sul trattore, fila la mozzarella, tasta i prosciutti, prepara la salamoia, rinfresca il lievito madre…,cioè gli artigiani del cibo impegnati nella battaglia quotidiana per preservare l’unicità straordinaria dei loro prodotti;
  • e…poi…i cuochi : …mai come oggi l’alta cucina è materia e pensiero, impossibile fare a meno di una e dell’altro;
  • legando a sé gli artigiani, riconoscendo il giusto prezzo per le loro magnifiche produzioni, stimolando ricerca e innalzamento della qualità, i cuochi sono già a metà dell’opera. L’altra metà è il pensiero del piatto, ovvero il modo in cui la materia prima diventa protagonista di un’esperienza del gusto;
  • i cuochi hanno un ruolo fondamentale nell’interpretare il territorio e valorizzarlo attraverso la loro creatività;
  • i ristoranti sono il luogo ideale per trasmettere questa filosofia ai consumatori;
  • I grandi temi del presente, come la qualità della vita, la difesa dell’ambiente e del vivente, la salvaguardia delle biodiversità, la bioetica animale, la tutela delle filiere corte, la valorizzazione delle identità e delle comunità, passano soprattutto attraverso le scelte e le sensibilità alimentari;
  • il cibo è … il marcatore culturale dei mille campanili, delle piccole e grandi patrie gastronomiche, delle eccellenze, tipicità, vocazioni, produzioni, … della nostra dieta mediterranea;
  • le soluzioni efficaci partono dai territori, dai paesaggi, dalla conservazione di varietà vegetali e specie animali e dalle culture culinarie locali che, nel tempo, hanno permesso di preservare le risorse naturali senza deturparle;
  • è stata istituita l’Università del Gusto di Pollenzo, dove i laureati – anche per lo Stato – in “scienze gastronomiche”  seguono corsi specifici modellati sulla filosofia di Slow Food; I titoli di studio si chiameranno:  “Scienze e Culture Gastronomiche”, la triennale, e  “Food Innovation & Management”, la magistrale;
  • nel progetto didattico di Pollenzo le materie scientifiche e le competenze umanistiche si fondono con quelli che Petrini chiama i «saperi della tradizione»;
  • i nostri laureati devono essere capaci di indirizzare la società verso un cibo di qualità che rispetti l’ambiente, sostenga la coesione sociale, i valori di giustizia e solidarietà.

Cos’è la Comunità del cibo

Per comprendere la natura e le finalità istitutive della Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare dell’area sud della Basilicata (Pollino-Lagonegrese) si ritiene utile avvalersi delle definizioni che ne da la legge nazionale n. 194/2015 che detta norme per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. 

Si richiamano a tal fine i contenutidella Legge 1° dicembre 2015, n. 194 sulle “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, che riguardano :

all’art. 1: Oggetto e finalità:  

  • al comma 1: i principi per l’istituzione di un sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, finalizzato alla tutela delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali dal rischio di estinzione e di erosione genetica;
  • al comma 2:  La tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare sono perseguite anche attraverso la tutela del territorio rurale, contribuendo a limitare i fenomeni di spopolamento e a preservare il territorio da fenomeni di inquinamento genetico e di perdita del patrimonio genetico;
  • al comma 5: il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e le Regioni possono promuovere anche le attività degli agricoltori tese:
    • al recupero delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario vegetali locali;
    • allo svolgimento di attività di prevenzione e di gestione del territorio necessarie al raggiungimento degli obiettivi di conservazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare;
  • al comma 6: Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, le Regioni,…e le Università possono promuovere progetti tesi alla trasmissione delle conoscenze acquisite in materia di biodiversità di interesse agricolo e alimentare agli agricoltori, agli studenti e ai consumatori, attraverso adeguate attività di formazione e iniziative culturali

all’art.  2:  Definizioni:  

  • al comma 2: ….«risorse locali»… … originarie di uno specifico territorio
  • al comma 3: … sono definiti «agricoltori custodi» gli agricoltori che si impegnano nella conservazione, nell’ambito dell’azienda agricola ovvero in situ, delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali soggette a rischio di estinzione o di erosione genetica…. .

all’art. 3: Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare:  

  • al comma 3: L’iscrizione di una risorsa genetica di interesse alimentare ed agrario locale nell’Anagrafe è subordinata a un’istruttoria finalizzata alla verifica dell’esistenza di una corretta caratterizzazione e individuazione della risorsa, della sua adeguata conservazione in situ ovvero nell’ambito di aziende agricole o ex situ, dell’indicazione corretta del luogo di conservazione e dell’eventuale possibilità di generare materiale di moltiplicazione.

all’art. 12: istituzione degli itinerari della biodiversità di interesse agricolo e alimentare:

  • al comma 1: Lo Stato, le Regioni … possono realizzare periodiche campagne promozionali di tutela e di valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. In tale ambito sono altresì previsti appositi itinerari, al fine di promuovere la conoscenza … e lo sviluppo dei territori interessati, … anche attraverso l’indicazione dei luoghi di conservazione in situ ovvero nell’ambito di aziende agricole o ex situ e dei luoghi di commercializzazione dei prodotti connessi alle stesse risorse, compresi i punti di vendita diretta.

all’art. 13: Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare:

  • al comma 1: Al fine di sensibilizzare la popolazione, di sostenere le produzioni … il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le regioni … anche con il contributo dei consorzi di tutela e di altri soggetti riconosciuti, possono promuovere … l’istituzione di comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare.
  • al comma 2: … sono definiti «comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare» gli ambiti locali derivanti da accordi tra agricoltori locali, agricoltori e allevatori custodi, gruppi di acquisto solidale, istituti scolastici e universitari, centri di ricerca, associazioni per la tutela della qualità della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, mense scolastiche, ospedali, esercizi di ristorazione, esercizi commerciali, piccole e medie imprese artigiane di trasformazione agraria e alimentare, nonchè enti pubblici.
  • al comma 3: Gli accordi … possono avere come oggetto:
    • lo studio, il recupero e la trasmissione di conoscenze sulle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali;
    • la realizzazione di forme di filiera corta, di vendita diretta, di scambio e di acquisto di prodotti agricoli e alimentari nell’ambito di circuiti locali;
    • lo studio e la diffusione di pratiche proprie dell’agricoltura biologica e di altri sistemi colturali a basso impatto ambientale e volti al risparmio idrico, alla minore emissione di anidride carbonica, alla maggiore fertilità dei suoli e al minore utilizzo di imballaggi per la distribuzione e per la vendita dei prodotti;
    • lo studio, il recupero e la trasmissione dei saperi tradizionali relativi alle colture agrarie, alla naturale selezione delle sementi per fare fronte ai mutamenti climatici e alla corretta alimentazione;
    • la realizzazione di orti didattici, sociali, urbani e collettivi, quali strumenti di valorizzazione delle varietà locali, educazione all’ambiente e alle pratiche agricole, aggregazione sociale, riqualificazione delle aree dismesse o degradate e dei terreni agricoli inutilizzati.

all’art. 14: Istituzione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare:

  • al comma 1: La Repubblica riconosce il giorno 20 maggio quale Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare;
  • al comma 2: … sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e seminari, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, dedicati ai valori universali della biodiversità agricola e alle modalità di tutela e di conservazione del patrimonio esistente.

all’art. 15: Iniziative presso le scuole.

all’art. 16: interventi per la ricerca sulla biodiversità di interesse agricolo e alimentare.

Gli obiettivi della Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’Area Sud della Basilicata (Pollino – Lagonegrese)

Nell’ambito delle linee di indirizzo, assunte dalla Comunità nella elaborazione della propria strategia, sono stati definiti i seguenti obiettivi da perseguire:

  • la promozione del legame con il territorio, non solo dal punto di vista geografico, ma anche dal punto di vista so­ciale, culturale e storico. Il legame delle produzioni con il territorio, infatti, è un elemento fondante dell’identità e della qualità dei prodotti realizzati e/o distribuiti e promossi dalla comunità;
  • il miglioramento del sistema alimentare locale, a partire dalla valorizzazione delle produzioni locali, con particolare attenzione alla conservazione della biodiversità agroalimentare e degli ecosistemi, per garantire uno svi­luppo locale economico, culturale, sociale e ambientale armonico e rispettoso degli equilibri naturali;
  • la promozione, con la visione e i saperi, di una nuova gastronomia, fondata sulla tutela della biodiversità, la protezione dell’ambiente e il rispetto delle culture e delle tradizioni locali;
  • la creazione delle comunità dell’apprendimento, costituite da studenti di vario grado, insegnanti, genitori, nonni, cuochi e produttori locali che collaborano per trasmettere alle giovani generazioni i sa­peri legati alla cultura del cibo, alla produzione sostenibile e alla salvaguardia dell’ambiente;
  • lo svolgimento delle attività educative, con i progetti degli “orti”, finalizzate a sviluppare l’educazione del gusto, l’acquisizione di competenze e conoscenze per arrivare a scelte d’acquisto consapevoli; lo svolgimento di percorsi formativi per gli insegnanti, di attività di educazio­ne alimentare e del gusto e di educazione ambientale per gli studenti e di seminari per genitori e nonni ortolani;
  • il consolidamento dell’azione di conservazione (in situ e ex situ) fino alla creazione di un sistema controllato di commercializzazione di semi e materiale genetico di piante madri iscritte nel registro delle varietà da conservazione;
  • la valorizzazione del patrimonio agricolo e agroalimentare del territorio; la prevenzione, la tutela e la gestione del territorio rurale;
  • la promozione del consumo/commercializzazione delle produzioni valorizzate;
  • la diffusione della cultura del buon cibo nel parco a tutti i livelli;
  • la promozione del flusso turistico del territorio attraverso il potenziamento dell’offerta turistica con i prodotti agroalimentari della area protetta;
  • la promozione della redditività degli operatori agricoli, principali custodi di biodiversità, di paesaggi, cultura e tradizione;
  • la verifica delle opportunità di finanziamento delle misure e dei bandi del PSR  Basilicata 2014/2020 anche in riferimento agli strumenti previsti dalla misura 16 “Cooperazione”;
  • l’attività di informazione, comunicazione e networking anche con il coinvolgimento della Rete Rurale Nazionale del Ministero delle Politiche Agricole Progetto 23.1 Biodiversità, Natura 2000 e aree protette;
  • l’attività in comune ed organizzazione di iniziative congiunte con progetti ed  altre esperienze in corso di comunità del cibo e della biodiversità e di comunità  rurali sostenibili;
  • la promozione continua della ricerca, dell’approfondimento, dello studio, e del dibattito sui temi:
    • cibo e cultura,
    • cibo e natura,
    • cibo e salute
    • abitudini alimentari,
    • sapori del Pollino,
    • imparare a raccontare.

Le azioni di dettaglio

Per il perseguimento degli obiettivi indicati, tra le azioni di dettaglio sono previste, in particolare, le seguenti:

  • lo studio, il recupero e la trasmissione di conoscenze e di saperi tradizionali; lo studio, il recupero, la promozione e la diffusione di pratiche proprie dell’agricoltura biologica, anche in riferimento ad approcci collettivi e a distretti biologici, e di altri sistemi colturali a basso impatto ambientale; 
  • la realizzazione di forme di filiera corta, di vendita diretta, di scambio e di acquisto di prodotti agricoli e alimentari nell’ambito di circuiti locali;
  • la realizzazione di orti;
  • l’attuazione di un piano per il controllo del cinghiale, con la cattura e la realizzazione di una filiera produttiva;
  • il recupero di piante da frutto antiche (es.: mandorlo, pero aggrediti dal vischio);
  • il rilevamento/censimento di alberi da frutto storici monumentali;
  • l’iscrizione di risorse genetiche;
  • la realizzazione di itinerari;
  • le iniziative culturali;
  • il coinvolgimento delle guide e degli operatori turistici, avvicinandoli agli agricoltori custodi;
  • la classificazione dei siti rispetto alle esigenze turistiche (facilmente raggiungibili anche dagli autobus, l’eventuale concomitanza anche di sentieri naturalistici da abbinare alla giornata di escursione, eventuali attività di trasformazione della materia prima conservata);
  • la stampa e la distribuzione di nuovi pieghevoli;
  • il completamento dell’attività di individuazione, rispetto alla biodiversità vegetale non trasformabile o comunque commercializzabile tal quale, di varietà che hanno qualità particolari che possono renderle appetibili a consumatori e turisti;
  • la valorizzazione di una parte selezionata dell’intero patrimonio;
  • la valorizzazione, con l’accordo di collaborazione tra Ente Parco Nazionale del Pollino ed ALSIA, dei prodotti trasformabili attraverso marchi e certificazioni, quali il Marchio di qualità ambientale del Parco e il riconoscimento dei PAT;
  • la promozione dell’enogastronomia, attraverso fiere e manifestazioni, replicabili, poi,  facilmente ove richiesto anche fuori dal territorio;
  • la promozione di programmi di attività di turismo alternativo mirato (es: turismo esperienziale….);
  • la intercettazione di canali internazionali di comunicazione turistica per far conoscere il più possibile tutte le peculiarità del territorio nel mondo;
  • il potenziamento e il miglioramento del sistema di trasposto e di accessibilità all’area parco (es: attraverso accordi con Trenitalia e con ITALO, che già fornisce un servizio navetta, per il potenziamento e l’integrazione con le autolinee locali già esistenti e con navette che rendano capillare il raggiungimento di particolari punti d’interesse);
  • il miglioramento del sistema produttivo, adeguando la normativa vigente,  costruendo un paniere di prodotti del parco e  assicurando la disponibilità di produttori in grado di:
    • produrre quantitativi minimi di prodotto,
    • rispettare  il quadro normativo del pacchetto igiene,
    • definire il prezzo e le pezzature;
  • la successiva costituzione di un paniere selezionato di prodotti (es: prodotto PAT, prodotti a marchio del Parco, prodotti biologici, tutti i prodotti inseriti nell’anagrafe nazionale/regionale della Biodiversità);
  • costituzione di filiere locali per invogliare i produttori ad adeguarsi alle regole minime del mercato;
  • la prosecuzione, il potenziamento e il miglioramento della organizzazione, la promozione, la informazione, la sensibilizzazione, la divulgazione di attività, già esistenti, quali:
    • seminari,
    • fiere e sagre,
    • eventi e manifestazioni,
    • giornate dei tratturi,
    • giornate della biodiversità,
    • mercatini delle marze,
    • premio agricoltore custode;
  • la elaborazione di un calendario annuale di eventi e di manifestazioni, con approccio turistico, e l’abbinamento ad una forte azione di comunicazione.

Il Programma di iniziative e di attività da promuovere per il 2018

Nel  2018: anno del cibo italiano, le iniziative, le attività e gli interventi da realizzare sono:

  • un programma per valorizzare e per mettere a sistema le eccellenze del Pollino;
  • la celebrazione della Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, con una settimana di manifestazioni a Viggianello, a Rotonda e a Sant’Arcangelo e con la Giornata regionale della biodiversità agricola e alimentare a Marconia di Pisticci, 14-19 maggio 2018;
  • la stampa del Quaderno ISPRA sui fruttiferi del Pollino e partecipazione alla sua presentazione a FICO di Bologna (attività seguita da ALSIA e Parco Nazionale del Pollino);
  • la partecipazione all’evento “Matera è Fiera – Enogastronomia, Enti e Turismo”, in programma dal 22 al 24 giugno 2018, organizzata dal GAL  “Cittadella del Sapere”;  
  • l’organizzazione di un evento il 28  settembre a Maratea; 
  • la partecipazione a settembre a Torino alle manifestazioni Slow Food e Terra Madre,
  • la predisposizione di un secondo Itinerario “I custodi dei PAT”;
  • la definizione delle regole per il rilascio del Marchio dei PAT Lucani;
  • la valorizzazione delle produzioni PAT e delle microfiliere con la certificazione del Marchio di Qualità Ambientale del Parco;
  • l’organizzazione di un primo concorso gastronomico pilota, nel territorio del parco, tra gli istituti alberghieri italiani, per preparare i PAT del Pollino e di una contestuale giornata turistica per degustare i piatti vincitori;
  • la Registrazione di nuovi PAT nell’elenco regionale e Nazionale;
  • la Iscrizione di nuove varietà del Pollino al repertorio regionale;
  • la Costituzione di nuovi siti di Conservazione attraverso i Progetti approvati con Fondi PSR Basilicata;
  • la organizzazione di giornate di incontri nelle scuole per la sensibilizzazione sul ruolo della Comunità del cibo.

I Riferimenti bibliografici

  • Marino Niola, 1. l’ultima parola che fa rima con cibo . è arte, D-la Repubblica, 3 febbraio 2018,
    • Gloria Riva, 2. l’agricoltura è solidale,
    • definizione_comunita_cibo – slow food,
    • la rete di Terra Madre,
    • Annibale Formica, Le azioni del Parco a sostegno dell’agricoltura tradizionale per la tutela e la valorizzazione della diversità naturale e culturale, Rivista “Villaggio Globale”, 12 gennaio 2014,
    • Michela Capra, Ecco come è possibile tornare all’economia di montagna, Altreconomia, n. 194, Giugno 2017,
    • Rocco Catalano, Nel cuore nascosto della Basilicata, ecco le poesie ai fornelli di un cuoco d’alta quota, la Repubblica, 02 febbraio 2018,
    • Luca Braia, Biodiversità e Comunità del cibo per un nuovo modello di sviluppo, AGR Basilicata, 23.11.2017,
    • Annibale Formica, conosciamo i nostri prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), Francavillainforma.it, 12 febbraio 2018,
    • Ilvo Diamanti, A tavola si mangia (ancora) italiano ma l’etnico ci sta conquistando, la Repubblica, 4 dicembre 2017,
    • Jacopo Ricca, Il premier annuncia la nuova laurea in scienze del cibo, la Repubblica, 21 novembre 2017,
    • Licia Granello, Prima la materia così ” Food” esplora il punto d’incontro tra natura e cucina, la Repubblica, 19 dicembre 2017, 
    • Marino Niola, Perché nel piatto c’è il nostro futuro, la Repubblica, 18 dicembre 2017,
    • Marino Niola, Quando il cibo era scarso e sacro il bio non era un dio, il Venerdì di Repubblica,  3 novembre 2017,
    • Ufficio Stampa Mipaaf, Al via 2018 anno del cibo italiano, 30.12.2017.

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